Domande & Risposte

Cos'è il Coaching...

Il Coaching è una metodologia atta ad assistere persone e gruppi nel migliorare i propri Risultati, raggiungere Obiettivi prefissati e desiderati e affrontare efficacemente il Cambiamento.


Ora, dalle molte definizioni che ho letto e dall’applicazione pratica che ho avuto modo di farne, ho individuato alcuni punti, diversi modi di definire il Coaching che se presi insieme possono darne una visione globale più vasta. Da qui, possiamo definire il Coaching come l’insieme di questi elementi:

Metodologia + Processo + Strategia+ Relazione + Atteggiamento


Esaminiamoli uno ad uno:

1. Metodologia

Prima di tutto il Coaching è un metodo, mirato a migliorare le prestazioni e raggiungere i risultati desiderati di chi ne fa richiesta. Come ogni metodo, quindi, è composto da luoghi precisi, come il posto, l’ambiente sicuro in cui effettivamente le sessioni di Coaching hanno luogo; tempi da rispettare, sia per quanto riguarda la cadenza delle sessioni di Coaching, sia per i passi da compiere per migliorare i risultati e raggiungere l’obiettivo desiderato; tecniche da eseguire, come le domande di qualità che il Coach propone ai propri clienti (o coachee) oppure il feedback di qualità che il Coach fornisce o l’estrazione e la presa di coscienza dei valori del cliente; regole a cui attenersi, come il rispetto dei tempi, l’andare oltre i pre-giudizi, il rispetto dell’opinione degli altri membri del team; ecc.

2. Processo

Il Coaching è anche un percorso. La persona o il gruppo che ne fa richiesta si trovano in una situazione, chiamiamolo “stato attuale“. Da qui, vogliono trovarsi in un’altra situazione, nuova e migliore, che chiameremo “stato desiderato“. Il Coaching è quindi quel processo che assiste l’individuo o il team nel proprio percorso tra stato attuale e stato desiderato, in modo da raggiungerlo nel più breve tempo possibile, imparando tutto ciò che può servire per arrivarci.

3. Strategia

Il Coach adotta strategie ben precise per arrivare al risultato voluto, allo stato desiderato. Non solo, il Coaching è una strategia che serve a generare altre strategie, utili e funzionali per il cliente, che rendano il percorso più breve, che lo aiutino a superare gli ostacoli e a trasformare il potenziale in azioni e comportamenti concreti. Possono venire chiamate in causa strategie adottate da modelli a cui ispirarsi e dalle quali si può attingere, proprie strategie applicate in altri campi e che possono essere utili anche per l’obiettivo scelto, oppure si possono disinnescare strategie disfunzionali e schemi mentali non produttivi in relazione al risultato voluto.

4. Relazione

Il Coaching è anche una relazione tra Coach e cliente (o Team), una sinergia che si innesca allo scopo di collaborare per soddisfare i bisogni di chi ne fa richiesta. È una collaborazione basata sulla fiducia, in cui il Coach svolge il ruolo da allenatore fuori campo, mentre il cliente mette a frutto tutte le strategie che ha imparato durante il percorso per raggiungere il risultato desiderato. Sono le sessioni fisiche in cui Coach e cliente si confrontano e in cui il Coach pone domande di qualità e fornisce feedback precisi su ciò che è davvero importante per il cliente. E sono anche i momenti in cui il cliente deve affrontare le proprie sfide, sapendo comunque che può contare sul rapporto di fiducia, incoraggiamento e di crescita instaurato con il proprio Coach.

5. Atteggiamento

Infine, il Coaching è una questione di attitudine, di atteggiamento. Non si basa sul dire cosa fare né sul dare direzioni (che sarebbero basate sul modo di vedere la realtà del Coach e non del cliente), bensì sul senso di curiosità, sul porre domande precise che spostino naturalmente il focus del cliente su ciò che conta davvero per lui; sulla imparzialità e neutralità, sul dare un resoconto chiaro di ciò che il Coach sta vedendo, ascoltando e percependo in quel preciso istante, in maniera tale da fornire al Cliente informazioni nuove, diverse, a volte inaspettate, dalle quali trarre conclusioni; sulla precisione, basandosi suoi fatti, su “ciò che è”, su tutto ciò che può essere misurabile e quantificabile e solo su ciò che il Cliente può controllare o influenzare per raggiungere l’Obiettivo.


Domande & Risposte

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Come si sviluppa un Percorso di Coaching?

In generale un percorso di Coaching si sviluppa attraverso una serie di incontri tra il cliente ed il Coach chiamati “sessioni di Coaching”.

In particolare la prima sessione serve a definire quale sarà l’obiettivo finale da raggiungere, quello che tecnicamente si chiama “obiettivo di periodo”. Questo è l’elemento chiave di tutta la relazione di coaching e rappresenta anche l’accordo tra il Coach e il cliente sulle reciproche responsabilità.

Entrambi infatti sottoscriveranno il “contratto di Coaching” che non è altro che l’impegno del cliente a raggiungere il risultato stabilito e l’impegno del Coach ad allenarlo in tal senso.

Questa prima sessione dovrà produrre un obiettivo di periodo che, per essere tale, dovrà essere “ben formato”. Questo significa che dovrà riguardare il cliente in prima persona, dovrà essere espresso in positivo, dovrà descrivere uno stato che si vuole raggiungere e non un processo (es. “abito nella mia nuova casa” anziché “cambiare casa”), dovrà essere collocato nel tempo, dovrà essere misurabile e dovrà essere definito anche il “come” avverrà la misura.

A questo punto si definiranno un certo numero di sessioni, durante ognuna delle quali il cliente stabilirà un obiettivo intermedio, detto “obiettivo di sessione”, sulla strada che porta verso il raggiungimento dell’obiettivo di periodo.

Alla fine di ogni sessione il cliente avrà pianificato delle azioni che dovrà mettere in pratica per produrre il cambiamento desiderato.

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Come opera un Coach?

Un Coach fa prevalentemente domande, rispecchia quanto detto dal cliente attraverso le sintesi, aiuta il cliente a rimanere focalizzato sull'obiettivo, comunica direttamente attraverso i feedback, restituisce sempre la responsabilità di obiettivi, azioni e risultati al suo cliente.

Tutto questo serve a fare in modo che il cliente acquisisca “consapevolezza” delle proprie capacità, delle proprie risorse, del proprio modello di apprendimento e dei risultati che via via raggiunge. Solo attraverso la consapevolezza di tutto questo si ottiene un cambiamento reale e duraturo.

Il Coach non dà consigli ma assegna compiti. Il Coach è un professionista del cambiamento, capace di favorire la transizione del cliente dallo stato attuale a quello desiderato.

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Quali sono i vantaggi del Coaching?

Il Coaching è per definizione costruito sulle esigenze del cliente e punta allo sviluppo delle sue competenze, intese come l’insieme delle abilità che possiede E UTILIZZA veramente.
A differenza della formazione di tipo tradizionale, che si propone di trasferire conoscenze da un individuo ad un altro, il Coaching fa emergere soluzioni dalla persona stessa e l’aiuta, attraverso l’applicazione pratica, a sviluppare un proprio modello.
Questo rende il cliente molto più efficace e fa sì che i nuovi apprendimenti siano immediatamente disponibili all’applicazione nell’attività di tutti i giorni.

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Quali sono le differenze tra il Coach e gli altri professionisti della consulenza?

Il Coach è una nuova figura professionale che si va ad aggiungere alle altre che ruotano intorno alle aziende. Per fare chiarezza, vale la pena mostrare quali siano gli elementi distintivi che lo differenziano da altri professionisti.

  • Il Formatore è un professionista che condivide le proprie conoscenze e la propria esperienza con i discenti. Il Coach non condivide la propria esperienza, ma fa in modo che il cliente tragga dalla propria le risorse a lui necessarie in funzione dell’obiettivo finale.
  • ll Consulente è un esperto di una certa materia, che svolge un’analisi e suggerisce soluzioni da applicare ad un problema specifico. Il Coach non suggerisce nulla, ma fa in modo che il cliente analizzi lui stesso la situazione e faccia emergere nuove soluzioni.
  • Il Mentore è un esperto a cui affiancare una persona, in modo che quest’ultima acquisisca competenze attraverso l’imitazione e la prova diretta supervisionata. Il Coach non rappresenta un modello da imitare, ma aiuta il cliente ad elaborare nuove strategie d’azione, implementarle e analizzarne i risultati.
  • Lo Psicologo ed il Counsellor (seppur con tecniche diverse) sono professionisti che intervengono per risolvere un disagio psicologico della persona. Il Coach non interviene nella sfera emotiva della persona e non risolve disagi. Il Coach allena il cliente al raggiungimento dei risultati.
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Qual è lo stato dell’arte del Coaching in Italia?

Nel nostro Paese il Coaching è una disciplina ancora relativamente giovane e in forte crescita, come dimostra la ricerca della Frank Bresser Consulting & Associates (www.frank-bresser-consulting.com). Come negli altri paesi, la crescita è dovuta essenzialmente alla concretezza e alla effettiva misurabilità degli obiettivi che i clienti raggiungono e di cui anche le aziende hanno rapida evidenza.

Attualmente in Italia non esiste alcuna normativa o linea guida che definisca la figura del Coach, di conseguenza il mercato propone professionisti di ogni genere che si definiscono Coach indipendentemente dal fatto che abbiano o meno una preparazione “specifica” in materia.

Il Coaching è una disciplina molto delicata, che ha a che fare con la vita delle persone, sia privata che professionale, con i loro dubbi, le loro aspirazioni, la loro intelligenza ed emotività. A mio avviso, tutto questo consegna al Coach la responsabilità di essere preparato al meglio delle sue possibilità, prima di accompagnare qualcuno in un viaggio così importante.

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Quali sono le Origini, la Storia e il Ruolo del Coaching?

“L’uomo coerente crede nel proprio destino, l’uomo instabile nel caso.”
Benjamin Disraeli

Il sostantivo “Coach” è apparso per la prima volta nel XV secolo circa e ha origini ungheresi. Più precisamente deriva da un villaggio magiaro Kochs a 70 km a nord ovest di Budapest. Qui venivano fabbricate delle carrozze di qualità impiegate per il trasporto e trainate da cavalli. Attorno al 1850 la parola è stata ripresa e riutilizzata nelle università in Inghilterra, dove gli studenti universitari erano soliti utilizzare la parola “coach” per riferirsi ai migliori tutor che li aiutavano nella preparazione degli esami, indicando così la loro peculiare funzione di supporto che li motivava e li conduceva verso la conclusione dell’anno accademico. Se si pensa al coach, uno dei primi ambiti che viene in mente è quello sportivo in cui un allenatore prepara sia a livello fisico che mentale un gruppo di atleti, o l’atleta singolo, a sostenere una competizione, una gara.
Infatti nel linguaggio sportivo la parola coach indica l’allenatore con il duplice ruolo di “tecnico” esperto dello sport in questione, ma anche di motivatore, capace di infondere nei suoi atleti l’energia, l’entusiasmo e la carica necessari ad affrontare la sfida della gara.

Il coaching infine è il processo attraverso il quale si aiutano individui e gruppi di persone a realizzare obiettivi che da soli non potrebbero raggiungere, e a dare il meglio per produrre risultati in modo veloce ed efficace, sostenendo le loro scelte e offrendo loro gli strumenti per ricercare sé stessi le risorse necessarie per raggiungere la meta desiderata.
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Che nesso c’è tra Coaching e Sviluppo del Potenziale?

Il termine coach deriva anche dall’inglese “coche” che corrisponde al moderno “wagon” (carro) o “carriage” (carrozza), quindi allude all’idea di trasporto. Il coaching nasce in America negli anni ’80 e successivamente si diffonde in Europa soprattutto nelle sedi delle multinazionali americane. Negli anni ’90 anche le società europee iniziano ad avvalersi di questo strumento. Oggi sempre più persone appartenenti a qualsiasi settore, si rivolgono al coaching.
Infatti, negli ultimi anni si è via via sviluppata una maggiore sensibilità nei confronti di questo servizio che viene considerato uno dei migliori investimenti nel campo delle risorse umane, poiché offre maggiori garanzie d’efficienza ed efficacia rispetto alla formazione classica, in tempi decisamente molto più brevi.
Il coach è dunque un veicolo di cambiamento, di crescita: trasporta una o più persone da uno stato di partenza alla meta desiderata. Il suo obiettivo principale è far emergere le capacità dell’individuo o del gruppo. A differenza dei modelli formativi tradizionali, non cerca quindi di infondere competenze e informazioni, ma attiva quelle che sono già presenti e le rende fruibili dall’individuo.
Quindi il coaching è uno strumento che ha la peculiarità di aiutare sia i singoli individui (coachee) che i gruppi nella riuscita dei loro progetti. Grazie all’utilizzo di tecniche specifiche, il coach aiuta le persone a scoprire gli aspetti inutilizzati del proprio potenziale, a individuare nuove ed efficaci soluzioni alle proprie problematiche nonché a monitorarne l’effettiva realizzazione.

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Che differenza c’è tra Coach e Consulente? E tra Coach e Psicologo?

Il coach, a differenza del consulente, non propone soluzioni. Il suo scopo è quello di suscitare e incrementare la capacità critica della persona facendola giungere da sé alla conquista del “sapere”, dei 3 SAPERI: SAPERE, SAPER FARE e SAPER ESSERE. Il coach stimola a uscire dalla “comfort zone”, la zona di comfort.
Il coach non è un terapeuta ma un Facilitatore del Cambiamento.
Il coaching è un processo di crescita fortemente orientato all’azione che si esplica attraverso incontri ad personam o di gruppo.
Una sessione di coaching si conclude, solitamente, con un impegno che il coachee prende con se stesso (detto anche piano d’azione personale).
Il coach è un professionista, un facilitatore di processi di cambiamentoche attengono all’individuo. Ecco perché riesce ad aiutare le persone a trasformare se stesse e a riformulare il proprio modo di essere, di pensare e di agire.
Il coach sfida e supporta a raggiungere elevati livelli di performance e allo stesso tempo a far emergere il meglio di sé.
Il rapporto esclusivo e di piena fiducia che si stabilisce fra il coach e la persona, garantisce l’efficacia e la specificità del processo nonché l’assoluta riservatezza dei contenuti.
l coach si pone come colui che semplicemente traghetta la persona, aiutandola a sistematizzare l’esperienza vissuta, rileggendola in una nuova prospettiva, dandole un’etichetta emotiva diversa, integrandola e ricollocandola in un futuro più consapevole.
Il punto di arrivo del processo di coaching è quello di rendere indipendente la persona che, una volta acquisite strategie concrete, può riutilizzarle in ogni esperienza di vita in maniera del tutto autonoma.
In tal senso non si crea dipendenza: la persona è perfettamente in grado di autogestirsi, perché ha consapevolezza delle proprie risorse e i mezzi concreti per ottimizzarle.
Il coach porta alla luce qualcosa che esiste già all’interno della persona. Il termine stesso educare deriva dal latino e-ducere che significa letteralmente condurre fuori, quindi liberare, far venire alla luce qualcosa che è nascosto.
Infatti, il presupposto è che la persona abbia già in sé tutte le risorse per affrontare ogni percorso e cammino, e il coach altro non fa che aiutarla a far emergere, attraverso domande chiarificatrici, a volte anche provocatorie, le giuste strategie per affrontare ogni cosa.

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Cosa mi devo aspettare? Come lavora un Coach e qual è la metodologia del coaching?

  • la persona viene responsabilizzata, stimolata a prendere in mano il proprio vissuto;
  • la persona viene condotta verso una nuova consapevolezza sul potere che, con le giuste strategie, possiede sul vissuto;
  • la persona viene incoraggiata e aiutata a trovare dentro di sé le risorse, diventando così attore della propria vita (aumenta l’autostima);
  • la persona viene motivata a passare dal pensiero all’azione perché solo in questo modo si ottengono risultati concreti.
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Quanti incontri servono? Quanto tempo dovrò impegnare?

Una delle peculiarità del coaching, a differenza di altre discipline, è il fatto che sono pochi gli incontri tra coach e coachee perché una volta assimilati gli strumenti, la persona è poi completamente autonoma.
Le strategie del coaching sono solitamente multidisciplinari: infatti, ogni persona è un mondo a parte, e ad ogni persona vanno trasmessi strumenti diversi, a seconda del momento di vita, delle sue attitudini e predisposizioni.

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Come opera il Coach?

“Chi cerca perle deve tuffarsi in profondità.” John Dryden
Il coach agisce con competenza, etica e rispetto per la persona con cui interagisce. Sua caratteristica, oltre alle conoscenze tecniche e strategiche, è la passione.

Il coach:
  • è un mezzo che trasporta una persona da un punto di partenza a un punto di arrivo;
  • conosce e ri-conosce la persona che ha di fronte, ispirandola accompagna la persona attraverso settori inesplorati della propria mission personale;
  • mette in contatto con le convinzioni più profonde;
  • evidenzia come le convinzioni più profonde influenzino ogni capacità e azione;
  • aiuta a costruire i progetti;
  • permette di riformulare gli obiettivi in modo consapevole;
  • prende per mano la persona, permettendole di ritrovare la direzione che intimamente già conosce.
In un primo momento il coach esamina i blocchi che hanno impedito il raggiungimento degli obiettivi. Importante è il rapporto di fiducia e rispetto reciproco.
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Quali risultati specifici posso raggiungere col Coaching?

  • Ritrovare la rotta, nel caso l'avessi persa
  • Raggiungimento di quello che viene definito Peak Performance (massime prestazioni)
  • Sviluppo delle capacità di gestione del tempo
  • Sviluppo della capacità di problem solving
  • Motivazione e Fiducia in te stesso/a
  • Raggiungere l'eccellenza in una specifica area
  • Pianificazione e raggiungimento degli obiettivi
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Cos'è il training mentale?

Molte riviste ormai trattano questo argomento, ma pochissimi sanno che cosa realmente si nasconde dietro. La maggior parte degli atleti di spicco ed i top-manager usano il training mentale per riscuotere successo o incrementare le loro prestazioni!
L'aggettivo "mentale" deriva dal latino "mens" e sottende l'interazione tra mente, psiche e corpo. Tramite un training mentale mirato, ad esempio, si possono allenare delle sequenze di movimento fisico.
Originariamente il training mentale fu ideato per gli astronauti. Essi venivano mentalmente calati in situazioni pericolose per fissare nel loro cervello nuovi programmi: in situazioni rischiose, infatti, il cervello reagisce sempre per automatismi. Potevano così essere programmati nuovi automatismi a cui rispondeva poi in egual misura il corpo fisico.
Nel 1943 Vandell, Davis & Clugston eseguirono una serie di esperimenti per rilevare eventuali effetti del training mentale. Fecero tre esperimenti con il lancio delle freccette ed il lancio libero della pallacanestro.
Ciascuno di questi esperimenti fu condotto su tre gruppi campione di persone:
il I° gruppo non faceva nulla: né esercizi fisici né mentali;
il II°gruppo si allenava solo fisicamente per queste attività sportive;
il III°gruppo invece si allenava solo mentalmente, senza training fisico.
Fu interessante notare che l'esercizio mentale risultava efficace quasi quanto l'allenamento fisico. Tuttavia, questo risultato si rivelò alquanto atipico: in altre attività sportive, infatti, i risultati si attestavano perlopiù in una posizione intermedia, tra il I° ed il II°gruppo.
Ciò significa però che la combinazione tra il training fisico e quello mentale conduce a maggiori probabilità di successo, come peraltro rilevabile in tutti gli atleti di punta.
Boris Becker: "Sotto l'aspetto della tecnica, i migliori tennisti del mondo sono quasi tutti allo stesso livello. La vittoria o la sconfitta si decide solo nella testa".

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Esistono diversi tipi di Training Mentale?

Esistono tre tipi di training mentale 1.. il training subvocale
2.. il training percettivo dissimulato
3.. il training percettivo ideomotorio
1. Il training subvocale:
L'individuo conduce una specie di conversazione tra sé e sé, in cui ripete continuamente delle frasi: "Ce la faccio", "Posso farlo", oppure l'esatto repertorio negativo che funziona anch'esso: "Non ce la faccio" ecc. Prima o poi, queste autosuggestioni producono dei risultati poiché la forza immaginifica produce realtà.
Questo tipo di training è giunto alla notorietà per merito del farmacista francese Emil Coué. Egli si rese conto che la formula: "Ogni giorno, sotto tutti i punti di vista, sto sempre meglio" costituiva una chiave per il benessere totale. Queste formule suggestionanti sono capaci di generare un effetto molto potente sulla salute. L'importante è non arrendersi troppo presto.
2. Il training percettivo dissimulato:
Ci si osserva mentalmente intanto che si porta a compimento una prestazione. Nel frattempo si continua a prefigurarsi l'immagine obiettivo e le possibili modalità per realizzarla. Per esempio: ci si vede come si arriva al traguardo o nell'atto di ricevere una medaglia d'oro sul podio. E' un po' come guardare in un televisore assistendo al proprio successo. Questo funziona anche per i colloqui con i clienti, per i discorsi in pubblico, per i lavori d'esame, ecc. In tutto questo risulta determinante la forza immaginifica della mente.
3. Il training percettivo ideomotorio:
Questa è la forma più elevata tra i tre tipi di training mentale: qui infatti non ci si limita a guardare in veste di osservatore, ma si vive l'esperienza diretta in prima persona. All'interno di uno spazio cognitivo si vedono e si percepiscono le conseguenze dirette di ciò che sta accadendo: l'effetto pertanto è massimizzato. Possiamo immaginarci ad esempio all'interno di un'automobile da corsa mentre guidiamo mentalmente lungo un tragitto e nel farlo, possiamo sperimentare e percepire direttamente le varie situazioni.
Il Training mentale che integra tutti tre i training appena descritti offre inoltre una guida interattiva personale, che conduce ognuno verso il proprio traguardo nel modo più rapido possibile (linea ideale). Ciò significa che non siamo noi a cercare il percorso o il traguardo ideale, ma che ce li facciamo indicare da una consapevolezza superiore. E' possibile inoltre ottenere un riscontro sullo stato della programmazione e ricevere informazioni dai campi morfici.
Il training continua persino durante la notte, nei sogni, mentre il corpo dorme - e ciò in assoluta comodità. Il Training mentale viene utilizzato con successo nello sport ma anche per raggiungere i propri obiettivi sia nella vita professionale che in quella privata.

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Cos’è il Business Coaching?

Il Business Coaching è un servizio di consulenza che ha lo scopo di aiutare sia i singoli clienti che il suo gruppo nella riuscita dei loro progetti. Se il formatore è il maestro dell'apprendimento, possiamo dire che il Coach è il maestro del cambiamento.
Attraverso precisi stimoli aiuta la persona a scoprire gli aspetti inutilizzati del proprio potenziale e dunque di accelerarne la crescita professionale e personale.
Il Business coaching si esplica attraverso degli incontri ad personam o di gruppo in cui il Coach, grazie all'utilizzo di domande di precisione e di confronto, guida il cliente ad esplorare le situazioni che sta vivendo, da nuovi punti di vista. Il coach fornisce le strutture e il supporto che permettono di scoprire gli aspetti inutilizzati del proprio potenziale.
Ha il compito di stimolare il cliente nell'individuazione di nuove soluzioni alle sue problematiche e di monitorarne l'effettiva realizzazione. Il Business coaching infatti è un processo di crescita fortemente orientato all'azione.
Una sessione di Business Coaching si conclude, solitamente, con un impegno che il cliente prende con se stesso.

Il Business Coach non è un terapeuta ma un vero e proprio partner di crescita professionale e personale. Non analizza il passato del cliente, ma studia il suo percorso personale per guidarlo verso un futuro di eccellenza. Il rapporto esclusivo e di piena fiducia che si stabilisce fra il Business Coach ed il Cliente, garantisce l'efficacia e la specificità del processo nonché l'assoluta riservatezza dei contenuti.

Si tratta di uno strumento aggiuntivo di assistenza personalizzata, che ha la peculiarità di aiutare sia l’imprenditore che il suo Team nella riuscita dei loro progetti. Il Business Coaching si fonda su due postulati importanti:
• il capitale umano è la risorsa più importante per l'azienda;
• ogni individuo possiede dei talenti unici, spesso inesplorati, nonché le capacità per aver successo nella propria vita professionale e personale. Uno dei principali benefici ottenuti con il coaching è senz’altro il miglioramento del clima aziendale e la maggior consapevolezza e fiducia nelle proprie capacità imprenditoriali.
Il compito principale del Business coach è quello di aiutare l’IMPRENDITORE ed il suo team a riconoscere e sviluppare i loro talenti, così come accompagnarli nel raggiungimento dei loro obiettivi, nel rispetto dei loro valori e delle loro specifiche esigenze di crescita professionale. Il cliente viene così guidato in un percorso personalizzato di sviluppo delle proprie competenze relazionali, professionali e motivazionali.

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PERCHE' RICORRERE AL BUSINESS COACHING?

Per sviluppare la leadership personale.
Per affrontare con maggior sicurezza un cambiamento di ruolo.
Per facilitare l'assunzione di nuove responsabilità.
Per costituire o motivare un team.
Per migliorare la gestione del tempo e/o dello stress.
Per rendere più efficaci i rapporti interpersonali.
Per ottenere un clima lavorativo più produttivo.
Per migliorare la gestione dei cambiamenti a livello personale e organizzativo.
Per raggiungere più facilmente i propri obiettivi personali e/o professionali. Per individuare nuove strategie.
Per facilitare il trasferimento on-the-job di concetti appresi nell'ambito di un percorso formativo.
Per supportare l'implementazione di comportamenti etici in azienda.

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Cos’è e a cosa serve il learning coaching?

Il learning coaching (o coaching per l'apprendimento) è un servizio di facilitazione all'apprendimento, che aiuta ad esprimere a pieno il proprio potenziale di apprendimento.
E' un servizio flessibile e personalizzato, centrato sulle esigenze della persona, che aiuta ad espandere, potenziare, affinare, migliorare le capacità di apprendimento.

Il Learning Coach è un facilitatore, un motivatore, un Coach esperto di dinamiche di apprendimento, che accompagna le persone al raggiungimento di propri obiettivi formativi e di apprendimento.

A seconda delle persone che ne beneficiano, il learning coaching può distinguersi in:

  • Learning Coaching per adulti: indicato per persone impegnate nel raggiungimento di obiettivi formativi o di apprendimento, oppure che si trovano in momenti di riqualificazione professionale, o semplicemente che vogliono esprimere a pieno i propri talenti e le proprie competenze in quello che fanno
  • Learning Coaching per studenti (Student Coaching): per studenti universitari, oppure del liceo, che vogliono migliorare nel metodo di studio, nella concentrazione e nel superamento degli esami
  • Coaching per gli insegnanti: rivolto agli insegnanti delle scuole, per aiutarli a essere Coach dei propri studenti: ovvero a coinvolgerli, motivarli, a favorire degli apprendimenti significativi.

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Chi è veramente il Formatore?

La mia risposta: Una persona che ama! un allevatore di anime!

il Formatore svolge l'attività pratica di chi forma e dà forma a qualcosa o qualcuno. E’ chi addestra altri a svolgere un'attività, eccellere in una professione, a iniziare un significativo cambiamento personale. il Formatore è infine colui che abbraccia la Leadership di servizio!

  • Il formatore è un professionista esperto in un determinato ambito di competenza che grazie anche alla sua profonda conoscenza e attenzione dei processi di apprendimento delle persone adulte, forma e da “forma” a qualcosa e qualcuno.

  • Il formatore è una persona che partendo dal sapere (la conoscenza) si sofferma nel trasferire le capacità del saper fare (le competenze) agevolando le dinamiche di apprendimento nelle persone e nei gruppi con i quali entra in relazione.

  • Il Formatore sa che ogni persona apprende secondo un proprio schema e un proprio tempo, è consapevole che al contrario delle conoscenze, le competenze non possono essere trasferite da una persona ad un’altra, come un semplice copia e incolla, ma possono solo essere assorbite, in quanto queste sono influenzate dal grado di maturazione caratteriale dell’individuo ovvero da quelle percezioni che la persona ha di se stessa e delle proprie capacità. È uno sviluppatore di anime!

  • Il Formatore è un facilitatore di apprendimento delle competenze in quanto rispetto ad altre forme di insegnamento (Scuola e Università) agisce proprio come fa un allenatore sportivo con la propria squadra, prima spiega le tecniche e le strategie per la competizione (il sapere) successivamente espone e fa fare (il saper fare) i compiti e gli esercizi di allenamento e poi in ultima fase, fa in modo che ogni atleta dia il meglio di se per ottimizzare i propri risultati.